lunedì 12 settembre 2011

Primo giorno di scuola

Ieri Elly e Pilo sono tornati a scuola.
Emozionati si, ma non troppo.

Niente a che vedere con lo scorso anno quando la mia principessa entrava in I elementare e il piccolo realizzava il sogno di andare alla scuola dei grandi, che non era più l'asilo (guai a chiamarlo così in sua presenza) ma la scuola materna.
L'anno scorso, solo la sera prima del primo giorno di scuola Elly realizzò quello che stava per accadere e si fece prendere dal panico

- Ma io non sono pronta, non ci posso andare, non così (indicando se stessa per intero). Io credevo che quando andavo a scuola ero più grande, non così (indicando nuovamente se stessa in tutta la sua statura).

mercoledì 7 settembre 2011

Pilo e la luna e altri

Questa sera. Prima di cena
- Mamma, guarda che spettacolo la luna, con intorno quel rotondo pieno di luce

Oggi. Tardo pomeriggio
- Mamma, ma i gatti fanno le uova?


Essere moglie 2


Modern wife

Ho visto che il mio precedente post sull'essere moglie ha destato interesse e vi ringrazio per i commenti, tutti acuti ed interessanti, nonchè ottimi spunti di riflessione.
Ho seguito il suggerimento di Lori ed ho cercato qualche citazione sulle mogli fatta da donne.
Ne ho trovata solo una, di Enza Sampò (1939), giornalista, conduttrice e autrice italiana:


Una moglie non è il valore aggiunto dell'esistenza di un uomo, ma
l'indispensabile bussola per navigare nel quotidiano


Vi piace?

Se volete potete segnalarmene altre, ovviamente solo quelle che depongono a nostro favore!







Pilo, i pomodori e le tabelline

Premessa: due giorni fa il piccolo di casa ha mangiato per la prima volta i pomodori raccolti dalla nostra aiuola. Per questo è stato elogiato e si è esaltato, a differenza della sorella che si rifiuta di mangiare quasi tutte le verdure.

Ieri.
Cameretta, interno notte, mentre raccogliamo le tessere de I miei primi numeri

- Mamma è vero che se mangio i pomodori cresco più di lei, divento più bravo e dopo so tutte le tabelline meglio di lei?

Lui ha solo 4 anni e non sa minimamente cosa siano le tabelline, ma la sfida con la sorella è continua e pur di batterla in qualcosa continuerà a mangiare pomodori!


La mia famiglia

So da dove vengo, anche se non so dove sto andando



Tutto è partito da mia nonna che ha fatto 5 figlie (mio nonno desiderava un maschio e ci a provato fino a quando si è arreso davanti all'evidenza che il mondo è femmina). 3 di queste si sono date da fare ed hanno fatto in tutto 9 figli (5 femmine e 4 maschi, vinciamo sempre noi!).
9 cugini, tutti nati nell'arco di 10 anni, che per almeno 15 anni hanno sempre passato l'estate insieme fino a diventare uniti come fratelli.
A oggi 8 di questi sono sposati (l'ultima quasi, e di fatto è come se lo fosse) ed in totale hanno 12 figli (di cui 7 femmine!) più 2, che per par condicio saranno un maschio e una femmina, in arrivo per la fine dell'anno.Qualcuno per ora è figlio unico per cui la lista si allungherà di certo. Considerando che ci vogliamo bene come fratelli e cerchiamo di vederci più spesso possibile, anche per far giocare i nostri figli insieme tra di loro, vi lascio immaginare una nostra normale riunione di famiglia.
Nonna ora non c'è più ma è tutto suo il merito di averci tenuto uniti e fatto crescere tutti insieme, nonostante abitassimo in città diverse.
Ad ogni riunione lei è con noi e la ricordiamo sempre raccontando le sue imprese a chi non l'ha conosciuta.
A natale non manca mai una defiinizione, un aneddoto legato alla dolce vecchina nel nostro cruciverbone (ebbene si, giochiamo proprio ad un cruciverba che qualcuno di noi si incarica di ideare e realizzare).
I nostri congiunti (o acquisiti come li chiamiamo noi) dopo un primo contatto traumatico e non privo di effetti collaterali con la Tribù si sono abituati, a Natale hanno ricevuto il regalo iniziatico, hanno resistito e alla fine ci hanno sposato, accettando tutto ciò che deriva dal far parte della nostra famiglia.
Facendo un po' di conti, il prossimo Natale a pranzo saremo:
6 nonni
9 figli + 9 acquisiti = 18
14 nipoti per un totale di
38 persone e 5 passeggini
a cui si aggiungeranno diversi fratelli e genitori degli acquisiti.

Che dite la mia è una famiglia numerosa?
Mi piacerebbe farvi vedere una foto di gruppo ma è impossibile essere davanti all'obbiettivo tutti insieme nello stesso momento!

martedì 6 settembre 2011

Essere moglie


Oggi mi sono imbattuta (e poi abbattuta) in (per) questa citazione del giornalista Giuseppe Prezzolini:


La moglie ha la sua posizione sociale segnata fra la serva e l'amante. Un po' più in su della serva e un po' più giù dell'amante. Fa le giornate da serva e le notti da amante


E mi sono ricorda di quando, in quel di Ferragosto, in un momento di scoramento perché stanca, delusa, triste e depressa ho rimproverato i miei cari dicendo: Voi avete per me lo stesso affetto che si ha per una serva

Ma essere moglie vuol dire davvero questo? Se non questo cosa? Cos’è una moglie?
Stando al vocabolario, moglie non è altro che il coniuge di sesso femminile.
E qui finisce. Nient’altro, nessun riferimento a obblighi, doveri o schiavitù!
Nonostante ciò sia già un bene, una definizione così concisa non mi aiuta di certo a capire.

E mentre il dubbio che moglie sia davvero sinonimo di serva inizia a farsi spazio nella mia mente, mi strappa un sorriso John Garland Pollard (politico statunitense, lui si che aveva capito tutto della vita) con la sua:


La moglie obbediente è quella cui il marito ha ordinato di fare ciò che vuole lei e lei lo fa.


Ma è durata ben poco. Continuando la mia caccia alla ricerca di una enunciazione, di un chiarimento che definisse il mio status, mi sono indignata di nuovo di fronte a questa di Basilio Magno (non poteva che essere un prete):


Le mogli devono essere sottomesse ai propri mariti, come la Chiesa a Cristo


Per fortuna che c’è anche un certo presidente degli Stati Uniti d'America Lyndon B. Johnson:


Mi sono convinto che per rendere felice la propria moglie bastano due cose: primo, lasciarle credere che può fare a modo suo e, secondo, lasciarglielo fare


Ma insomma, possibile che siano tutti pronti a fare dello spirito sulle mogli senza degnarsi di arrivare ad un punto fermo? Possibile che essere moglie sia solo essere la metà di sesso femminile nella coppia? Se sono moglie perché ho una fede al dito ok. Mi sta benissimo. Ma siamo sicuri che sia solo questo?

Ovunque guardi c’è chi è pronto, compresi personaggi illustri, a far battute, senza il minimo riguardo per la malcapitata. Leggete qua:


Se uno ti porta via la moglie, non c'è peggior vendetta che lasciargliela (Sacha Guitry - attore, regista e sceneggiatore francese)
Una moglie crede volentieri nell'innocenza del marito (Heinrich von Kleist)
Una moglie è uno schiavo che bisogna saper mettere su un trono (Honoré de Balzac)


Un po’ disperata ho cercato conforto nel web…
Peggio di così non poteva andare!


Dieci regole per essere una buona moglie
Estratto di un testo di economia domestica di una scuola superiore americana degli anni '50



1) Fategli trovare la cena pronta: programmate in tempo, anche la sera prima, una deliziosa cenetta. È un modo per fargli capire che avete pensato a lui e che vi preoccupate delle sue esigenze. Per lo più gli uomini arrivano a casa affamati, e la prospettiva di una buona cena fa parte dell'accoglienza calorosa di cui hanno bisogno.
2) Preparatevi: prendetevi un quarto d'ora per riposare, in modo che al suo arrivo vi trovi fresche e carine. Ritoccatevi il trucco, mettetevi un nastro tra i capelli, cercate di avere un aspetto gradevole. Lui ha appena trascorso una giornata faticosa. Siate un po' allegre e interessanti: vostro marito ha bisogno di essere tirato su, dopo tante seccature.
3) Mettete in ordine la casa: fate un ultimo giro per la casa appena prima dell'arrivo di vostro marito, per raccogliere da terra libri scolastici, giocattoli, cartacce ecc… poi spolverate i mobili con un panno. A vostro marito sembrerà di essere approdato in un'oasi di riposo e di ordine, e anche voi vi sentirete meglio!
4) Preparate i bambini: prendetevi qualche minuto per lavare il viso e le manine dei vostri figli (se sono piccoli), per pettinarli e, se necessario, per cambiargli i vestiti. Sono i suoi tesorucci, e a lui farà piacere vederli svolgere al meglio questo ruolo.
5) Riducete al minimo ogni rumore: al momento del suo arrivo eliminare qualunque rumore proveniente da lavatrici, lavastoviglie o aspirapolvere.
Cercate di far stare tranquilli i bambini. Siate felici di vedere vostro marito.
Salutatelo con un caldo sorriso che gli faccia capire quanto siete contente di vederlo.
Cose da evitare: Non accoglietelo con problemi o crucci. Non lamentatevi perché è in ritardo per la cena.
Consideratela un'inezia, rispetto a quello che ha passato durante il giorno. Mettetelo a suo agio.
6) Fatelo sedere in una comoda poltrona o suggeritegli di stendersi un po' in camera da letto.
7) Preparategli un drink fresco o tiepido.
8) Sistemategli il cuscino dietro la schiena e offritevi di togliergli le scarpe. Parlate a bassa voce, in tono calmo, rassicurante e piacevole. Consentitegli di rilassarsi e scaricare la tensione.
9) Ascoltatelo: avete tante cose da dirgli, ma quello del suo arrivo non è il momento giusto. Lasciate che sia lui a parlare per primo.
10) Fate che la serata sia sua: non lamentatevi mai perché non vi porta a cena fuori o ad altri piacevoli intrattenimenti. Cercate invece di comprendere il suo mondo di stress e di pressioni, il suo bisogno di distendersi e rilassarsi.

Questo è ciò che deve essere una buona moglie…

venerdì 2 settembre 2011

Ieri ho fatto la mamma

Cronaca di una quiete inaspettata

Non ci posso credere! È successo!

Ieri sono uscita dal lavoro, sono andata a prendere i bambini, ci siamo preparati e siamo usciti. Destinazione: centro città.
Dopo una piccola sosta in ufficio di papà abbiamo fatto una passeggiata tra i palazzi storici del centro, ne abbiamo ammirato le grandi finestre e l'architettura
- Mamma io voglio abitare in un grande palazzo come questo!

Abbiamo passeggiato tra i giardinetti e giocato con i piccioni
-Mamma, guarda che bei fiori
-Mamma, corri guarda che pesce grosso che c'è qui
-Mamma, posso spostarmi dall'altra parte per vedere dove va?


Ci siamo addentrati nei vicoli e abbiamo fatto su e giù per le gradinate
-Mamma, posso correre fino la e poi ti aspetto in fondo?
-Mamma vado anche io. Ci vediamo in fondo alle scale
-Mamma guarda quante porticine!

Abbiamo continuato a passeggiare fin verso le sette poi siamo risaliti in macchina.
Sto guidando e non sento un rumore
Sto guidando e ascolto la musica che ho scelto io
Sto guidando e mi sento serena
Oddio non avrò mica dimenticato i figli nel parcheggio?
Macché, sono proprio lì, dietro di me, legati ai loro seggiolini che guardano tranquilli il panorama che scorre veloce dai finestrini.

Inizio a pensare ad un miracolo, ma non è finita qui.
Rientriamo a casa.
- Mamma possiamo guardare un po' di Tv?
- Ok, ma prima andate a lavarvi le mani
Detto fatto.

Dopo un po' rientra anche papà, che viene salutato con un sorriso.
L'ora di cena si avvicina. Su mia richiesta Elly mi aiuta ad apparecchiare senza protestare. Pilo non interviene per dire che lo vuole fare lui, continua a giocare sereno in salotto.
- È pronto, venite
Ci sediamo a tavola e, più o meno in tempi accettabili finiamo la cena.
La Tv è accesa ma nessuno ci fa caso più di tanto.
I bimbi raccontano cosa hanno visto a papà.
Dopo cena sparecchio, carico la lavastoviglie e loro tranquilli sul divano a guardarsi un po' di Tv.
Li porto in bagno per le docce e senza problemi poi si lavano i denti e mettono il pigiama.
Torno in cucina per finire le faccende e loro, che non vogliono stare soli in camera, mi chiedono se possono farmi compagnia.
Come dirgli di no dopo una giornata così.
Si arrampicano sugli sgabelli e con un occhio a me e uno al film aspettano che io finisca.
Andiamo in camera, ognuno sul suo lettino e...
... si addormentano insieme alle avventure di Cipollino (da Le storie della fantasia, Gianni Rodari - ve lo consiglio!!).

Sono poco più delle undici, silenzio, pace. Questa non è casa mia.
Cerco con la memoria ma non riesco a ricordare quando ci sia stata una serata uguale a questa.
E allora, siccome non sono impazzita ma è successo davvero, grido al miracolo.
Due bimbi così li invidierebbe chiunque, e ieri la fortuna è toccata a me. È in queste occasioni che sei felice di essere mamma, che tutto sembra possibile e un sorriso di soddisfazione si fa strada sul tuo viso.
Eppure non mi sembra di aver fatto nulla di straordinario. Ma forse per loro lo era. Mi sono solo detta Oggi non mi va, lavatrici e pulizia aspetteranno, oggi voglio fare qualcosa di diverso. Oggi si va a spasso.
E a loro è piaciuto, ma forse sarebbe stato lo stesso se avessimo giocato al parco o dipinto a casa. Forse solo il fatto di essere lì, ed essere lì solo per loro ha fatto il miracolo.
Si è vero, ieri avevo anche più tempo perché sono uscita prima dal lavoro. È difficile, perché ogni giorno sono mille le cose da fare ma ci voglio riprovare. Due bambini sereni valgono bene un bucato non fatto.
Pilo, Elly vi adoro!
Magari non tutti i giorni, ma regalatemi di nuovo una giornata come questa.

P.S. Non sono Wonderwoman, sono andata a letto sfinita, con le che gambe mi tremavano dalla fatica... No, a pensarci bene non sono Wonderwoman, sono molto di più, sono una mamma