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sabato 4 agosto 2012

Un sabato da donne

Elly sul percorso in cima agli alberi
Questa mattina io e papi abbiamo deciso di rilassarci un po' e quale è il migliore sistema per farlo?
Ovvio: separare due pestiferi e ingestibili fratellini che non fanno che litigare da un mese e farci carico di un figlio ciascuno.
Così PapiTuttoFare insieme a Pilo è corso in campagna a soccorrere la zia che ha problemi con qualche tubatura dell'acqua, io ed Elly, invece, ce ne siamo rimaste a casa, almeno fino all'ora di pranzo...
... quando ci siamo ricordate delle galline della nonna!

Uova e galline
Mia madre è partita affidando le sue galline alla piccola Elly. Lei adora le galline di cui si prende cura insieme alla nonna tutti i giorni. Tra di loro c'è anche Calimero, un pulcino che lei ha visto sbucare dall'uovo e che ormai è un bel polletto.
Per me è stato fantastico fare questa esperienza con lei.
Quando io ero piccola non avevamo galline, le aveva la nonna e ci pensava lei a rifornirci di carne e uova. Non sono mai andata a dar da mangiare alle galline, anzi mi ha sempre fatto un po' schifo.
Ma oggi Elly mi ha stupito.
Non vuole mai fare niente e qualunque cosa le si chiede di fare la risposta è un no. Ma con le galline è stato diverso, ha abbandonato la Wii, è saltata in piedi e "corri mamma andiamo. Ti insegno io come si fa. Devi fare come ti dico io"

Elly con le sue adorate gallinelle

E così per la prima volta ho cambiato l'acqua alle galline e dato loro da mangiare seguendo le istruzioni di mia figlia!
In cambio abbiamo ricevuto da loro 5 belle uova che a cena erano già nei nostri piatti.

Dal nonno
Da brave donnine di casa siamo poi passate a trovare il nonno che è solo da tre giorni, gli abbiamo preparato il pranzo, lavato i piatti e innaffiato i fiori. Lui come suo solito ha giocato a fare il burbero ma si capiva che era felice che fossimo lì. Poi, finalmente ci siamo concesse un...

Pomeriggio tutto per noi: bici e percorso sugli alberi
Ho evitato di portarla in piscina perché poi Pilo se lo sarebbe legato al dito ma abbiamo trovato un'ottima alternativa: bici e percorso sugli alberi.
Siamo andate in un parco non troppo distante da casa dotato di un percorso sugli alberi accessibile anche ai bambini e abbiamo passato lì il pomeriggio.
Elly si è prima fatta una passeggiata in bici e io ne ho approfittato per farmi una bella corsetta, poi l'ho affidata all'istruttore che l'ha portata con sè sugli alberi. Non è bellissima?





In realtà ha fatto quasi tutto da sola e ci hanno detto che la prossima volta posso salire io con lei senza bisogno dell'istruttore.

Prima di tornare a casa ci siamo premiate con un bel gelato e un libro in libreria: un sabato davvero fantastico. Non ho dovuto sgridare e separare nessuno. Ogni tanto ci vuole.
Ora siamo qui ad aspettare che Papi e Pilo tornino a casa. Spero che il piccolino arrivi addormentato così la pace continuerà fino a domani mattina!

giovedì 3 novembre 2011

Appello antimacchia

Io adoro le camicie e le uso spesso per lavoro.
C'è un piccolo inconveniente, soprattutto per quelle bianche:
nella zona delle ascelle, non so se per colpa del sudore o del deodorante, mi rimane un bruttissimo alone giallino.
Qualcuna di voi sa se si può eliminare e con cosa?
Sono disposta a provare anche i rimedi più strani.
Aspetto i vostri consigli. Help me

martedì 25 ottobre 2011

Mio marito crede nelle fate

Non so cosa accade da voi ma a casa mia avvengono un sacco di magie.
Le scarpe tolte la sera guardando la tv e lasciate davanti al divano tornano magicamente nella scarpiera.
I cotton fioc usati al mattino vanno da soli nel cestino (come pure il tubetto vuoto di dentifricio) e i vestiti sporchi da lavare hanno imparato da soli la strada per il cesto della biancheria (si dividono da soli anche per colore).
L'immancabile birretta si è stancata di stare tutta sola sul mobile della tv e vola letteralmente insieme alle altre nel contenitore del vetro.
Mio marito ci crede veramente che a fare tutte queste magie siano le fatine della casa. Ogni sera al suo rientro tutto è al proprio posto. Ditemi se questa, in fondo, non è pura magia?!
Non so come dirgli che le fate non esistono. Ci resterà male!
Che faccio?
Ce lo faccio credere ancora un altro po'?

Non c'è niente da fare. Peggio dei figli...

domenica 23 ottobre 2011

Adoro la domenica mattina

Adoro la domenica mattina, quando in casa mia regna l'anarchia.
Quando restiamo tutti in pigiama e ci vestiamo solo se andiamo a pranzo dalla nonna o se poi abbiamo qualche uscita in programma.
Oggi la nonna ci aspetta ma ancora è presto per decidere cosa mettersi.

venerdì 21 ottobre 2011

Il mio polpettone: fotocronaca

Guardate il mio sorriso



Non poteva andare meglio!
Credevo di voler fare troppe cose e invece ce l’ho fatta. Tutto è andato bene. Qualche minaccia di punizione per tenere a freno i bimbi (ma niente di serio) e sono persino arrivata a tavola priva di peli superflui!
Ma andiamo con ordine.

giovedì 20 ottobre 2011

Ospiti a cena

Si. Finalmente usciamo dall'asocialità.
Non stiamo facendo gran vita sociale perché papi è sempre stanco e io mi arrabbio se quando arriva qualcuno non è tutto in ordine, dice che sono fissata e si rifiuta di darmi una mano. Semplicemente preferisce non invitare nessuno.
Non sono fissata è che... ma lasciamo perdere, questa è un'altra storia.
Comunque ho deciso di fare due passi indietro, di ammorbidirmi sull'ordine e di prendere in mano l'operazione cucina.

mercoledì 19 ottobre 2011

Il risveglio ritardato

Questo post lo dedico a Cristiana che mi ha dato l'idea con il suo di questa mattina.

Per me il risveglio è davvero traumatico. Da sempre sono stata un animale notturno, al liceo e all'università il momento migliore per studiare era la notte. Al mattino ci mettevo davvero troppo a carburare. Nata in provincia, per essere a scuola alle 8,30 dovevo prendere il pullman delle 7,00 perchè c'era solo quello (e pensare che stavo a 15 minuti di macchina dalla città) e, di conseguenza, alzarmi intorno alle 6,30. Vi lascio immaginare quanto fossi concentrata poi a lezione.

giovedì 13 ottobre 2011

Io e il Feng Shui


Istruzioni per l'uso: Feng Shui "Fai da te"

Il mio desiderio di avere una casa in ordine e presentabile non smette di perseguitarmi e ieri sono tornata sul sito spaceclearing.it

Questa volta ad attrarre la mia attenzione sono stati gli 8 consigli (li ho ricopiati per voi qui sotto) per una casa Feng Shui, che ispiri serenità, pace e tranquillità.
Leggendoli ho capito una cosa: in casa mia non si respirerà mai niente di tutto questo. Non c'è una sola regola che abbia rispettato, o quasi.
E voi? Avete una casa Feng Shui?

1. L’ingresso è la bocca della casa e il biglietto da visita della nostra abitazione. Deve comunicare armonia e “accogliere” chi entra! Se è stretto è buio dovremo inserire una lampada per creare un effetto di calore e accoglienza.
In casa mia si entra direttamente nel salotto che, vista la posizione un po' infelice della casa e la presenza di una sola finestra, è tuttaltro che luminoso (tranne alle sette del mattino quando entra un po' di luce, che nessuno vede perchè siamo tutti a letto).


2. Per attrarre la fortuna i colori suggeriti sono il rosso e l’oro. L’unione di questi due colori è di buon auspicio, perché l’oro simboleggia la ricchezza e il rosso è il colore della fortuna.
Generalmente adoro i colori più chiari e neutri. Le mie pareti sono tutte bianche e non mi sognerei mai di cambiare il loro colore. Potrei pensare a dei piccoli oggetti che abbiano questi colori, ma sinceramente non mi fanno impazzire, senza contare che poi avrei ulteriori ninnoli da spolverare. Solo in corridoio (che in realtà è una stanza che si attraversa per accedere alle altre adibita a cabina armadio) ho 3 paralumi rossi che scendono dal soffitto. Basteranno ad attirare la fortuna sulla mia famiglia?


3. Anche una fontanella zen o un acquario sono di buon auspicio, in ingresso oppure nell'area della prosperità
Questa mi manca proprio. Non avendo un ingresso (e neanche un corridoio!) dovrei installarla nell'area prosperità. Ovvero?
Se si intende la camera da letto dovrei appenderla al soffitto tanto è piccolo il mio nido d'amore.
Se fosse la cucina potrei sistemarla al posto del banco da lavoro giocattolo (stile Manny tuttofare se lo conoscete) di mio figlio ma dubito che lui approverebbe.

4. In camera da letto è da evitare il letto che “galleggia” in mezzo alla stanza, meglio farlo appoggiare alla parete, con una testata non di ferro ma di legno. Sconsigliati anche i letti con i contenitori per la biancheria sottostante.
Non ci posso credere! Ce l'ho! Il mio letto non è di quelli contenitori (forse per questo non so mai dove nascondere le coperte in estate), è appoggiato alla parete e la testata è in ciliegio naturale (ossia un colore più chiaro e decisamente più accettabile delle classiche camere "ciliegio" che trovate ovunque e che vi tirano dietro a prezzi stock). Non è prescritto ma neanche il materasso galleggia, si limita a prendere la forma delle mie ossa quando mi giro facendo sparire il mal di schiena che mi affligge (adoro il mio materasso con memory foam svedese).


5. Se il bagno è in camera non è di buon auspicio ma se ce l’abbiamo ricordiamoci sempre di tenere la porta chiusa e la tavoletta abbassata e mettiamo sulla porta un piccolo oggetto metallico e riflettente.
E ti pareva, indovinate dove mi sono fatta fare il bagno al momento della ristrutturazione? Si, proprio in camera da letto. L'avevo sempre sognato. Ne sono così orgogliosa, non pensavo portasse tanto male.
Ma la tavoletta perchè deve essere abbassata? Perchè mio marito possa centrarla bene in caso di urgenti pipi notturne? Almeno vedrò di organizzarmi per l'oggetto metallico sulla porta (e se mettessi una targhetta WC catarifrangente?)

6. Il soggiorno è la stanza dove la famiglia si riunisce: usiamo colori caldi e il tavolo scegliamolo tondo . Il divano è bene metterlo con le spalle alla parete.
Sono proprio un disastro. Nel mio soggiorno non c'è nessun tavolo (l'unico che ho è in cucina ed è rettangolare), oltre al bianco i colori predominanti sono quelli delle copertine dei libri che riempiono nicchie e librerie e, indovinate, il divano è letteralmente in mezzo alla stanza. Entrando in casa è il suo schienale la prima cosa che si vede (o che si sente se per caso entrate al buioe ci finite sopra).


7. La cucina Feng Shui : cucinare e mangiare sono due attività di primaria importanza anche nella cultura cinese. Il cibo è considerato una medicina e l'arte del cucinare ha un potere curativo. La cucina è il luogo dove si preparano e si consumano i pasti: equilibrio, organizzazione e armonia sono le parole chiave. Da evitare il lavello a contatto con i fornelli. Se sono stati sistemati così, mettete un cucchiaio di legno o una pianta fra i due.
Come già detto nel post Vita da cuoca non disdegno mangiare del buon cibo ma quasi odio cucinare. Mi basta fare copia e incolla (che pigra!) di quanto scritto allora:
È un verbo che ancora non è entrato nel mio vocabolario. In casa chi cucina è lui. L'avere un cuoco eccezionale in famiglia rende superfluo concentrarsi sui libri di cucina (che compro in continuazione e che regalo a lui) e tanto meno imparare qualunque ricetta. In caso di necessità e per la sopravvivenza della prole riesco anche a cuocere la pasta, inventarmi un veloce sugo al basilico (che ho piantato nell'aiuola) e spadellare un ovetto al tegamino con una sottiletta sopra come piace ai bambini. La mia specialità sono delle bellissime insalate miste, ricche e colorate. Non chiedetemi, invece, di toccare la carne cruda con le mani altrimenti mi sento male. Il pollo da noi entra solo che è passato prima in rosticceria e si porta dietro un bel contorno di patate.
Per il lavello ok, Feng Shui rispettato: a separarlo dai fornelli c'è un'intera dispensa.

8. Se la camera dei bambini è caotica, secondo il feng Shui, questo si rifletterà sul comportamento e sul rendimento scolastico. L’energia della stanza sembrerà pesante, renderà i bambini distratti e poco entusiasti. I bambini sono molto reattivi ai colori: quelli troppo vivaci e brillanti con disegni complessi sono eccessivamente stimolanti mentre le tinte pastello, gli azzurri, giallo chiaro, rosa, lavanda, li calmeranno.
Ecco spiegato il motivo di tanta vivacità che si spegne solo a tarda notte! Eppure a me quel verde a metà tra il mela e il limone piace tanto. Forse, senza cambiare il colore, devo puntare sull'ordine e far sparire tutte quelle piccole scarpine su cui inciampo di continuo.
A difesa della cameretta, però, devo dire che la mia principessa è stata promossa con tutti 10. È vero, ha fatto solo la prima elementare (non si chiama più così, ora è la scuola primaria) ma chi ben comincia...

Nonostante non ne abbia azzeccata una sul versante Feng Shui a me la mia casa piace e chi viene a trovarci la trova accogliente (è proprio questo il verbo che usano più spesso)... e visibilmente abitata da bambini.

Solo su una cosa devo insistere ancora un po': ordine, ordine e ancora ordine.
Forse ho trovato il libro che fa per me:
Mary Lambert Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa - Corbaccio
Lo comprerò e vi dirò se funziona.

mercoledì 12 ottobre 2011

Senza respiro

Non sono morta!
Sono sopravvissuta alla settimana senza papi (e anche piuttosto bene, ma vi racconterò appena ho un po' di tempo) ma non riesco ancora ad avere un po' di respiro, neanche per un piccolo post.
Questa settimana è iniziata peggio della precedente, con un carico di lavoro e straordinari senza precedenti.
Domani papi riparte per lavoro (ma sta via solo un giorno) e io ho già chiesto due ore di permesso per portare Elly a scuola e fermarmi alla materna di Pilo per la mattinata scuola-famiglia.
Poi rientrerò al lavoro e dovrò fermarmi fino alle 20,00 prima di recuperare i pargoli dai nonni visto che papi rincaserà di notte.

Ditemi voi, ma questa è vita?
Direi di si.
La vorremmo diversa, sognamo eterne vacanze, il dolce far nulla ma credo che poi, noi donne e maghe tutto fare, non riusciremmo a stare senza far niente.
Forse, magari, un po' di riposo ogni tanto e riuscire a realizzare un piccolo sogno non guasterebbe.
Il mio?
Potermi permettere una signora delle pulizie almeno una volta a settimana!
Ovviamente devo scappare, la pausa è finita.
Al prossimo post!

mercoledì 5 ottobre 2011

Piccoli problemi di rodaggio

Ieri è iniziata la nostra settimana da soli senza papà.
Tutto è andato bene tranne che un piccolo dettaglio: ieri mattina nella confusione di papi che esce prima, la nonna che deve arrivare a prendere i bambini, io che sono in ritardo nessuno ha preparato la merenda per la scuola ad Elly.

Elly appena è arrivata a casa:
Mamma, questa mattina papà non mi ha preparato il panino! Per fortuna Gimmi mi ha dato un pò del suo panino, Elisa un po' di pizza e ho mangiato un po' da tutti!

Solo allora ho realizzato: papà alle 7,30 era già uscito, dovevo essere io a preparare il panino ma non ci ho proprio pensato. Lo fa sempre lui quando io sono già fuori e non mi è venuto in mente.
Con Elly ci abbiamo riso.
Questa mattina preparare il suo panino è stata la prima cosa che ho fatto!
Papi, se mi stai leggendo, tranquillo, non li farò morire di fame.
Ci vuole un po' di rodaggio, ma ce la faremo.

martedì 4 ottobre 2011

Una settimana senza papà

Papi è partito. Starà fuori tutta la settimana. Tornerà solo sabato notte.
Sarà una settimana lunga e lui si perderà un sacco di cose.
Si perderà il nuoto e il caos degli spogliatoi;
si perderà la messa a letto e la fiaba della buona notte, con le luci che si riaccendono almeno tre volte prima dello spegnimento definitivo;
si perderà 5 interminabili cene, trascinate fino all'abbandono per stanchezza di mamma;
si perderà la doccetta serale;
si perderà il risveglio, le colazioni e la vestizione con il loro contorno di Dai, sbrigati! - Forza, vieni giù dal letto (Elly dorme sopra nel letto a castello) - Non hai finito di bere il latte - Pilo lavati la faccia - Elly hai lavato i denti? - Ancora non hai messo le scarpe? - Che vuol dire che non le ritrovi?...
Questo solo per darvi un'idea di cosa si perderà il papi questa settimana...
Senza calcolare gli imprevisti e che io dovrò anche lavorare per qualche sera al computer.
E poi tornerà stanco, dopo una settimana infernale fuori, e domenica vorrà dormire, almeno fino a mezzogiorno.
E io mi dico Tieni duro, passerà anche questa.
In fondo si è sempre in attesa che passi.
E poi, magari, non sarà così male!

giovedì 29 settembre 2011

Anche le mamme cedono

Ieri mi sono sentita stanca tutto il giorno. Sognavo il letto già dal primo mattino ed ho continuato a farlo per tutto il giorno.
La mia stanchezza è andata in crescendo.
Il pomeriggio esci dal lavoro, recupera Pilo dalla nonna, corri a prendere Elly a ritmica, passiamo a fare la spesa, mangiamo di corsa che poi arrivano ospiti.
Papà mangia dopo che oggi torna più tardi. Cena veloce anche per lui. Infilo l'ultima posata nella lavastovilgie e drinn...bimbi indovinate chi c'è?

Un bel dopo-cena (almeno così doveva essere) in compagnia con le palpebre che non volevano stare al loro posto. Nonostante i sorrisi e le facce carine non l'ho data a bere a nessuno: "Andiamo che è tardi, i bimbi devono andare a letto e la mamma è stanca" hanno detto proprio così, ero proprio trasparente, tutta la stanchezza che avevo dentro si vedeva anche in faccia.

Ok, nonostante la brutta figura alla fine sono fuori, si può procedere con l'operazione nanna. Grido spazientita e il mal di testa da stanchezza mi accerchia, mi prende per le tempie e si fissa sulla fronte, in alto, all'attaccatura dei capelli.
Pigiami denti doccia, coperta (inizia ad essere più fresco la sera), Pilo se lo prende papà. Io mi strucco mi impomato mi guardo un'ultima volta allo specchio senza riconoscermi e mi infilo a letto.
Lì c'è Elly che mi aspetta (adora venire sul lettone), deve leggermi il suo libricino e lo fa abbastanza bene, io l'ascolto con la fronte sul cuscino e con gli occhi chiusi. Finisce, "ora tocca a te mamma" ed ha già le Fiabe Italiane in mano.
Io non ce la faccio, non ce la posso fare. Le chiedo scusa, ma il rito della favola stasera salta. Lei si arrabbia Ecco, adesso mi ci vogliono tre ore per addormentarmi, non so a cosa pensare
Io: Pensa al racconto di ieri
Lei: Ma se neanche me lo ricordo
Io: Era Cric e Croc, i due ladri, te li ricordi?
Lei: No
Io: Allora cerca di ricordarlo, così mentre pensi a Cric e Croc ti addormenti
Lei non ci sta, è arrabbiata, non ammette che mamma possa essere stanca (non è solo stanca, non ce la fa proprio, ha finito la scorta di energie) e la fa sentire in colpa.
Il tutto finisce presto perchè per quanto protesti Elly si addormenta in due minuti.
Poi crollo anche io.

I segni premonitori c'erano tutti fin da ieri e oggi non poteva che accadare: questa mattina non mi sono svegliata!
Ieri sera forse non ho rimesso la sveglia, o forse l'ho messa, stamattina ha suonato, io l'ho spenta e mi sono riaddormentata, il tutto senza accorgermene.
Qualunque cosa sia successa mi sono svegliata 20 minuti dopo, con la sveglia di mio marito.
Panico: tutta la tabella di marcia mattutina, collaudata e rifinita nel tempo per essere pronti in quattro in soli 45 minuti, è saltata.
Peggio ancora: ieri sera per la stanchezza mi sono dimenticata di preparare il cambio dei bambini (elemento essenziale per non sgarrare negli orari) e ora non so cosa inventarmi.
Ovviamente salto la colazione, che già da due settimane ho ridotto ad un semplice caffè per guadagnare qualche minuto in più sul cuscino e qualche altro per i bimbi, tiro giù dal letto Elly e la piazzo davati al suo latte, pane e nutella, Papi si incarica di prelevare Pilo dal suo letargo e di vestirlo mentre ancora dorme e lo poggia ancora addormentato sul divano.
Io mi lavo la faccia e continuo a non riconoscermi allo specchio, crema idratante per riuscire ad aprire gli occhi, mi vesto con le prime cose che pesco dall'armadio e torno da Elly che è quasi vestita.
La interrompo e le pettino i capelli (non li taglierà per i prossimi 6 anni finchè non li avrà lunghi come Rapunzel), ficco matita e mascara in borsa (ovviamente ho saltato anche la fase trucco) bacio a tutti ed esco di casa.
E pensare che venti minuti prima ero ancora nel mondo dei sogni, non so neanche come ho fatto.

Arrivo al lavoro completamente stordita, le mani mi tremano un po', mi trucco nel bagno e cerco di mettere a fuoco la giornata, gli appuntamenti, le cose da fare e mi dico dai cominciamo, poi stasera riposerò un po' mentendo a me stessa perchè già programmo di caricare la lavatrice, che avevo già preparato per ieri e non ho avuto tempo di fare, e di stirare quattro cose a Papi che non sa più che mettersi per andare al lavoro. Domani è anche in trasferta, ci vorrà almeno un camicia.
Questa mattina uscendo l'ho lasciato con una polo in mano presa dal catino dello stiro "te la stiro al volo?" gli ho chiesto mentendo spudoratamente con un piede già sulla soglia di casa. Mi sono sentita una frana. Ebbene si, ho ceduto, non ce l'ho fatta, non ho tenuto il ritmo. Mi dispiace.
Per l'ennesima volta mi dico che devo organizzarmi meglio.
Meglio non pensare a come mi sento.

Penso, invece, che è ancora giovedì, domani lui è in trasferta e io lavorerò anche di sera, i bimbi resteranno a cena dai nonni fino al suo ritorno.
Ma poi sarà sabato.
Chi mi sveglia prima delle 10 è un uomo morto.


E intanto oggi il mal di testa continua e non accenna a passare...

lunedì 26 settembre 2011

La filosofia di Elly


L'uovo o la gallina?

Qualche sera fa nella favola della buona notte c'era Dotto che aveva risposto correttamente alla domanda su chi era nato prima tra l'uovo e la gallina, battendo così il gigante.
Ancora sveglia e attenta, la mia princessa mi dice: Ma è facile, anche io lo so. È venuto prima l'uovo.

Io: Ne sei sicura? E l'uovo chi lo ha fatto?

Lei: La gallina

Dopo averlo detto si è fatta un po' pensierosa, ha iniziato a confondersi, stava cadendo nel tranello

Io: E la gallina allora da dove nasce? Chi l'ha fatta?

Si è fatta seria, ha rimuginato qualche istante, poi si è illuminata e ha detto:
La gallina l'ha fatta Dio.


Problema risolto, altro che trabocchetti!

venerdì 23 settembre 2011

Pilo, comico nato


Questa risale a qualche mese fa ma voglio raccontarvela.
Il mio cucciolo è troppo simpatico!

Era già un po' che il piccolo Pilo si impegnava con matite e pennarelli e a furia di copiare la sorella e scarabocchiare una risma di carta a settimana aveva imparato a riprodurre i caratteti dell'alfabeto.

Un giorno arriva da me con un foglio pieno di lettere: mamma guarda! ho imparato a scrivere!

Io: Bravo! E cosa hai scritto?

Lui: E che ne so. Mica so leggere

Vita da cuoca


Non ci crederete, quasi impossibile per una che è mamma già da 7 anni:
ieri ho fatto la mia prima crostata!
Non storcete il naso, non ho mai cucinato e per me è un fatto straordinario, visto che ho sposato un cuoco provetto che provvede alle mie cene ormai da 8 anni.

Meglio precisare: qualche volta cucino e so fare i piatti più elementari. A volte(soprattutto quando erano più piccoli) provvedo io alla cena dei bambini perchè papà rincasa troppo tardi per loro.
Quello a cui non mi dedico mai sono le portate più elaborate, perchè l'idea di cucinare mi ha sempre messo il panico addosso.

Ieri è stato diverso.
Avevo già terminato i miei impegni lavorativi, avevo ancora un paio di ore libere insieme ai bambini prima dell'ora di cena e non troppe cose da fare in casa (basta chiudere la porta oltre la quale ti aspettano montagne di panni da stirare e non far troppo caso alla polvere) così abbiamo deciso di metterci ai fornelli.
I bimbi si sono stufati subito e mi hanno abbandonato perchè, mi hanno detto, erano stanchi e dovevano riposare, ma io ormai ero lanciata e non mi sono fermata.
Così dopo aver preparato l'impasto per la Frolla preso dal Cucchiaio d'argento ho deciso di preparare anche la cena: Peperoni ripieni alla scamorza che ho trovato sulla raccolta delle migliori ricette del Mangiarozzo.
Risultato: è stato molto piacevole, quasi rilassante. Ma forse proprio perchè lo faccio una volta ogni tanto e solo quando mi va di farlo. La cosa interessante è che non ero appanicata come le altre volte (come quando ho invitato a pranzo i miei colleghi e nel preparare ho chiamato piangendo disperata mio marito perchè non ricordavo i tempi di cottura e temevo venisse fuori una schifezza), è stata una bella scoperta.

Alla fine la crostata è stata sfornata dopo cena (lo sapevate che la frolla va fatta riposare almeno 1 ora in frigorifero?) per cui devo ancora assaggiarla, i peperoni erano buoni ma la ricetta è da modificare, non ci è piaciuta la pasta di alici da spalmare sul fondo del peperone. Però lui si è mangiato tutto!

I bimbi?
Loro hanno mangiato gli gnocchi al ragù preparati da papà!

Ovviamente non significa che da adesso in poi cucinerò io. Anche se ora è diminuito il mio odio per la cucina, il verbo cucinare non entrerà nel mio vocabolario. In casa chi cucina è e sarà sempre lui. L'avere un cuoco eccezionale in famiglia rende superfluo concentrarsi sui libri di cucina (se non per puro diletto come è successo ieri sera) e tanto meno imparare qualunque ricetta. In caso di necessità e per la sopravvivenza della prole riesco anche a cuocere la pasta, inventarmi un veloce sugo al basilico (che ho piantato nell'aiuola) e spadellare un ovetto al tegamino con una sottiletta sopra come piace ai bambini. La mia specialità sono delle bellissime insalate miste, ricche e colorate. Non chiedetemi, invece, di toccare la carne cruda con le mani altrimenti mi sento male. Se dovesse dipendere da me il pollo da noi entrerebbe solo se prima è passato in rosticceria e si porta dietro un bel contorno di patate.

mercoledì 21 settembre 2011

La filosofia di Pilo

Ieri, in macchina, io e Pilo da soli.

Lui: Uffa, che fortunati voi, che quando siete nati c'erano ancora i cavalieri (lui intende quelli in armatura che combattevano contro i draghi)

Io: Ma che di dici, i cavalieri sono vissuti tanti secoli fa.

Lui: E quando è nato il nonno?

Io: No,neanche il nonno li ha visti! Non c'era nessuno di noi.

... silenzio
... rimugina
... sta risalendo indietro nei secoli...

Lui: Allora Dio ha inventato le mamme, senno da chi sono nati i cavalieri?!

Io: Certo, tutti noi nasciamo dalla mamma.

... sembra soddisfatto della conclusione, guarda il panorama
...

Lui: Mamma, ma gli abatar (lui li chiama così, con la b) non nascono dalla mamma. Nascono dalla loro pianta magica vero?
Noi che siamo rosa nasciamo dalla mamma, loro che sono blu con le macchioline bianche nascono dalle piante.

martedì 13 settembre 2011

Spaceclearing in dieci mosse

Se come me siete alla ricerca disperata di consigli su come fare ordine in casa potreste imbattervi nel sito www.spaceclearing.it e nel decalogo per una casa perfetta e in ordine.
Il sito riporta 10 passi (li trovate qui sotto) da seguire per una casa in ordine, che ispiri serenità, pace e tranquillità.
Leggendoli ho capito una cosa: in casa mia non si respirerà mai niente di tutto questo. Non c'è una sola regola che abbia rispettato, o quasi.
E voi?



1. Prendete un notes e una penna e fate un giro di casa elencando tutte le zone critiche. Questa può essere davvero una buona idea... solo che dovrei mettere in lista tutte le singole stanze della casa. Forse potrei escludere il bagno piccolo (quello delle femmine!) ma non ne sono tanto sicura.

2. Ripulite ogni volta per zone circoscritte, prima dietro le porte, poi dentro i cassetti, armadietti e così via. Ogni volta che ne terminate una, concedetevi la soddisfazione di spuntarla dall'elenco. Seguite il ritmo che vi è più confacente: qualche ora, qualche giorno, qualche settimana o persino qualche mese, a seconda di quanto vi sentite motivati.
Per fortuna dietro le porte ho solo tanta polvere però meglio non aprire i cassetti. Se in origine avevano uno scopo e un contenuto preciso, con il tempo hanno ceduto a troppe eccezioni.
Proprio ieri ho aperto il cassetto del mio comodino: è stata una vera sorpresa scoprire tante cianfrusaglie messe insieme (soprattutto piccole scatoline di cartone che un tempo contenevano cofanetti, orologi o portafogli), tutte utili (magari in un giorno futuro) e da cui non so perché non voglio separarmi.
Quanto al ritmo direi che potrei iniziare con una mezz'ora al giorno a giorni alterni, oltre mi verrebbe la nausea.


3. Dopo essere intervenuti su zone circoscritte, passate ad altre più estese, ma sempre suddividendole in parti facilmente gestibili per fasi successive.
È davvero troppo per me, non sono pronta per questo. Entro in crisi anche solo davanti alla scatola delle sorprese kinder dei miei figli.


4. Quando fate la cernita delle cose da buttare o da tenere, non accumulate pile di oggetti con la scusa di decidere più tardi. Raccogliete un oggetto e prendete immediatamente una decisione. Rimane o se ne va? Se rimane, assegnategli un posto. Altrimenti, buttatelo senza rimpianti.
Ecco cos'erano quelle scatole accumulate in corridoio! Dovevo decidere se era roba da buttare, ma poi avevo preso tempo decidendo di spostarle momentaneamente nella casa di campagna e riservarmi di decidere sulla sorte di abiti ormai immettibili e giocattoli rotti in un secondo momento.
Risultato: sono ancora in casa mia. Forse è arrivato il momento di riaprire le scatole e ricominciare la cernita da capo.


5. Prima di buttare qualcosa valutate quanto è importante per voi. Se un vecchio regalo suscita ancora gioia e affetto, è giusto conservarlo tra i ricordi. Se invece vi lega ad una persona che non vi è mai piaciuta, eliminatelo senza esitazioni.
Sembra facile. se vi dicessi che ho ancora foto e anello del mio ex nascosti da qualche parte?
Ho fatto una scatola ed ho chiuso la faccenda. Non so perché ma non ho mai pensato di buttarle.


6. Dopo aver deciso cosa buttare e cosa tenere, non tornate a chiedervi: Potrà mai servire? La risposta sarà immancabilmente forse, e così non getterete mai via nulla. Il modo migliore è chiedersi: come mi potrà essere utile? Serve a migliorare i miei livelli di energia o mi fa sentire depresso ogni volta che lo vedo? Adottatelo come unico metro di giudizio.
A volte vorrei buttare il mio intero guardaroba e ricominciare tutto da capo, magari con dello shopping mirato, ma forse mio marito avrebbe qualcosa da ridire. Però questa guida ha proprio ragione: ho un sacco di roba inutile sparsa per casa... ma non si sa mai...


7. Di fronte agli oggetti di troppo ripetetevi: 'Non succede niente a buttarli, si può fare''. Disfarsi del superfluo vuol dire liberarsi e lasciarsi andare allo scorrere della vita che vi offrirà quello di cui avete bisogno piuttosto che farvi conservare le cose per sempre, perché non si sa mai!
Se devo essere sincera un paio di settimane fa ci ho provato e stavo per farmi contagiare: è una sensazione bellissima e poi tutti quei piccoli angoli che si liberano... il mio sogno stava diventando una casa vuota,
Poi ho smesso, non mi sono applicata con costanza e la magia è finita. Ora mi accontento di ripulire la borsa e buttare gli scontrini della spesa che inspiegabilmente vi si accumulano dentro.


8. Se avete accumulato troppo, vi occorreranno più sedute prima che vi sentiate pronti a liberarvene. In certi casi può passare un anno intero prima che vi rendiate conto che un solo oggetto non vi è mai stato utile, ma che non lo sarà mai!
Visto che sto iniziando solo ora forse per me c'è ancora una speranza.


9. Abituatevi a considerare il disfarsi del superfluo come un'esperienza gratificante. Quando ne avrete constatato i benefici, cercherete sempre più spesso queste gratificazioni. Liberarsi delle cose può darci lo stesso piacere che abbiamo avuto nel comprarle! Le cose che ci circondano richiamano la nostra attenzione: più cose inutili abbiamo intorno più la nostra energia sarà trascinata verso il basso, verso le faccende materiali e ci allontanerà dagli scopi più nobili della nostra vita!
Ma ci pensate? Meno cose accumuliamo meno tempo stiamo a pulirle e sistemarle. Ma perché non ci ho pensato prima!


10. Dove metteremo le cose che abbiamo deciso di non tenere più? Datele in beneficenza. Considerate che gli oggetti in buono stato possono tornare utili agli altri. Scartate quello che è pericoloso, rotto o sporco. Restituite gli oggetti prestati da qualche amico. Anche se è passato tanto tempo vanno resi.
Che dire, tutti ottimi consigli, appena trovo un po' di tempo mi applicherò.
Chissà se in città organizzano corsi di spaceclearing con tanto di esempi pratici, magari li faccio venire a casa mia.
Ora che mi ricordo, al liceo Ombretta mi prestò un volume della sua enciclopedia per una ricerca di storia dell'arte. Ce l'ho ancora nella mia libreria. Chissà se si è arrabbiata per questo. Magari potrei provare a rintracciarla, scoprire dove vive e farle riavere il libro.