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martedì 28 gennaio 2014

Mio figlio è un genio?!



In macchina al ritorno da scuola
Pilo: Mamma?
Io: Si Pilo dimmi.
Pilo: ma un quarto più un quarto fa un mezzo?
Io: Si amore, bravo. Ma come ci sei arrivato?
Pilo: Ma è facile, se pensi all'orologio fai finta che un quarto d'ora è come un quarto, quindi un quarto d'ora più un quarto d'ora fa mezz'ora e quindi un mezzo!
Io: ...!

Al super per comprare la merenda, in fila alla cassa
Pilo: Mamma tu spendi 19 euro
Io: E perchè?
Pilo: C'è scritto qui sull'incarto.
Io: No Pilo quello è il prezzo al chilo ma noi ne abbiamo preso solo un etto, spendiamo molto meno, è solo un pezzo di crostata!
Pilo: Ah! Allora paghi 1 euro e 90 centesimi

Alchè interviene la signora che è in fila davanti a noi: ma un bambino così piccolo è così bravo?!
E guardando i 2 euro che tengo in mano chiede a Pilo: e quanto ti deve dare di resto?
Pilo: Ma questo è facile! 10 centesimi!

In cucina in attesa della cena
Pilo chiacchiera non so di cosa con PapiTF mentre gioca con le monetine del salvadanaio e alla fine arriva la domanda di PapiTF: ... e quanto è il quadruplo di 30?
Pilo: Ma papà, è 120!

Qualche mese fa, leggendo il libro della buona notte ha fatto da solo una scoperta interessante
Pilo: Mamma quando leggi una favola se trovi la c e poi un'h e una i si deve leggere CHI, se invece non c'è l'h leggiamo solo CI è vero?

Questi sono solo alcuni degli aneddoti che ricordo ma Pilo non finisce mai di stupirmi. Anche mentre gioca riesce a fare cose strabilianti con i mattoncini lego, come macchinine con un sistema di ruote tale che se si ribaltano continuano a camminare e altre stranezze del genere, per non parlare degli aeroplanini di carta che si inventa ogni giorno (uno ha voluto caricarlo anche su Youtube e potete vederlo qui: http://www.youtube.com/watch?v=f8eO4cEZ-X4)

La sua stessa maestra è rimasta stupita dal fatto che sia già in grado di cimentarsi con le quattro operazioni visto che ancora stanno facendo gli insiemi e hanno appena iniziato ad utilizzare i regoli.

Pilo ha 6 anni e ha iniziato quest'anno la scuola elementare primaria ma i suoi ragionamenti, la sua capacità logica e le sue abilità a volte mi paiono fuori dal comune.
Che si tratti di un piccolo genio?
Però se glielo chiedete lui risponderà sempre che è l'amore della mamma!

sabato 4 agosto 2012

Un sabato da donne

Elly sul percorso in cima agli alberi
Questa mattina io e papi abbiamo deciso di rilassarci un po' e quale è il migliore sistema per farlo?
Ovvio: separare due pestiferi e ingestibili fratellini che non fanno che litigare da un mese e farci carico di un figlio ciascuno.
Così PapiTuttoFare insieme a Pilo è corso in campagna a soccorrere la zia che ha problemi con qualche tubatura dell'acqua, io ed Elly, invece, ce ne siamo rimaste a casa, almeno fino all'ora di pranzo...
... quando ci siamo ricordate delle galline della nonna!

Uova e galline
Mia madre è partita affidando le sue galline alla piccola Elly. Lei adora le galline di cui si prende cura insieme alla nonna tutti i giorni. Tra di loro c'è anche Calimero, un pulcino che lei ha visto sbucare dall'uovo e che ormai è un bel polletto.
Per me è stato fantastico fare questa esperienza con lei.
Quando io ero piccola non avevamo galline, le aveva la nonna e ci pensava lei a rifornirci di carne e uova. Non sono mai andata a dar da mangiare alle galline, anzi mi ha sempre fatto un po' schifo.
Ma oggi Elly mi ha stupito.
Non vuole mai fare niente e qualunque cosa le si chiede di fare la risposta è un no. Ma con le galline è stato diverso, ha abbandonato la Wii, è saltata in piedi e "corri mamma andiamo. Ti insegno io come si fa. Devi fare come ti dico io"

Elly con le sue adorate gallinelle

E così per la prima volta ho cambiato l'acqua alle galline e dato loro da mangiare seguendo le istruzioni di mia figlia!
In cambio abbiamo ricevuto da loro 5 belle uova che a cena erano già nei nostri piatti.

Dal nonno
Da brave donnine di casa siamo poi passate a trovare il nonno che è solo da tre giorni, gli abbiamo preparato il pranzo, lavato i piatti e innaffiato i fiori. Lui come suo solito ha giocato a fare il burbero ma si capiva che era felice che fossimo lì. Poi, finalmente ci siamo concesse un...

Pomeriggio tutto per noi: bici e percorso sugli alberi
Ho evitato di portarla in piscina perché poi Pilo se lo sarebbe legato al dito ma abbiamo trovato un'ottima alternativa: bici e percorso sugli alberi.
Siamo andate in un parco non troppo distante da casa dotato di un percorso sugli alberi accessibile anche ai bambini e abbiamo passato lì il pomeriggio.
Elly si è prima fatta una passeggiata in bici e io ne ho approfittato per farmi una bella corsetta, poi l'ho affidata all'istruttore che l'ha portata con sè sugli alberi. Non è bellissima?





In realtà ha fatto quasi tutto da sola e ci hanno detto che la prossima volta posso salire io con lei senza bisogno dell'istruttore.

Prima di tornare a casa ci siamo premiate con un bel gelato e un libro in libreria: un sabato davvero fantastico. Non ho dovuto sgridare e separare nessuno. Ogni tanto ci vuole.
Ora siamo qui ad aspettare che Papi e Pilo tornino a casa. Spero che il piccolino arrivi addormentato così la pace continuerà fino a domani mattina!

martedì 29 maggio 2012

Spunti di primavera (interiore)



Io adoro la primavera. Per me è vita, è gioia, è ripresa, ma forse questo già lo sapete se avete letto qui. Da sempre mi sento come quegli animali che in inverno se ne vanno in letargo per risvegliarsi solo a primavera.
Mi basta una giornata di sole per sentimi felice, osservare tenere foglioline verdi e dolci boccioli per darmi alla pazza gioia. Vivo al ritmo delle stagioni e il mio umore va di pari passo con loro (forse è per questo che la mia primavera non sta partendo, avete visto che tempo fuori?). 

sabato 14 aprile 2012

Piccole gioie

Quando, sul finir della settimana, a metà giornata ti senti stanca, spossata, non ne puoi più di lavorare e non ti aspetti niente di bello da quel che resta della giornata, basta tornare a casa, arrivare in cucina e trovare dei ranuncoli gialli


guardare meglio


 e scoprire che c'è un biglietto proprio per te


La calligrafia mi sembra proprio quella di Elly (ma è facile, Pilo non scrive ancora!)

Per la mamma dalla sua Topolina...
... è proprio lei, la chiamo così da quando è nata.

È così che si rimette a posto una giornata!

martedì 24 gennaio 2012

Auguri da Elly e Pilo

I bimbi hanno dormito dalla zia venerdì e sabato sera. Domenica quando ci siamo visti dalla nonna mi hanno accolto così. Penso non ci sia bisogno di commenti.

Elly ha pensato alla scritta...

...e Pilo al disegno... la tipa con il fiocchetto sono io!

Amori della mamma, vi adoro!!!!

martedì 13 dicembre 2011

13 dicembre, una speranza per il Santa Lucia


Questa mattina ho fatto visita a Lucia per farle gli auguri e mi sono imbattuta in questa STORIA.
Mi sono commossa e indignata al tempo stesso.
Come ho già risposto al post di Caris, vorrei poter fare di più ma sono solo una mamma. Le ho detto anche che se al governo ci fossero più mamme e meno teste... (proseguite voi la frase, non voglio essere sboccata) forse, l'Italia si salverebbe davvero.
Pubblico questo post in segno di solidarietà con Caris e tutte le mamme che si trovano a dover lottare per il diritto alla salute dei propri figli.
Sempre da Caris apprendo che forse il pericolo della chiusura dell'istituto Santa Lucia è scongiurato. Spero davvero sia così. Io incrocio le dita, volete farlo insieme a me?
Buon Santa Lucia

venerdì 4 novembre 2011

Oggi facciamo: targhette di stoffa

La prima targhetta

Ieri, come quasi tutti i giovedì, ho approfittato dell'uscita anticipata dal lavoro per godermi un po' i miei cuccioli e far godere a loro la presenza di una mamma rilassata (non succede quasi mai). Ho messo da parte tutte le faccende e le cose da fare e, ispirata dai vostri tanti blog creativi, ho proposto ai pargoli di realizzare delle targhette speciali per le ceste dove riponiamo i loro giochi. Pilo ci è stato dietro fino alla fase del disegno poi ci ha abbandonato per continuare le sue creazioni personali con i pennarelli (mi sono ripromessa che con lui mi rifarò un'altra volta). Io ed Elly siamo arrivate fino in fondo, è stato davvero bello.
Ecco cosa abbiamo fatto.

lunedì 24 ottobre 2011

Sto invecchiando... aiuto

Il tempo passa per tutti e nonostante ti credi ancora una ragazzina, ci sono cose che ti fanno capire che non è proprio così.
Ieri pomeriggio io e papi abbiamo mantenuto la promessa fatta in settimana e abbiamo portato al luna park i bambini. Presi dall'entusiasmo, abbiamo deciso di fare un gioco tutti insieme, uno in particolare ha attirato la nostra attenzione: una specie di Montagne russe con le rotaie lilla (per me e Elly era il massimo) su cui si muovevano delle specie di tazze tutte colorate. Non sembrava nè troppo alto nè pericoloso cosi facciamo il biglietto (assurdo: 16,00 € per max 2 minuti di gioco, mai più) e saliamo.
Il gioco faceva molte curve e le tazze sterzavano all'ultimo secondo facendoti semprare di gettarti nel vuoto.
Io ho urlato dall'inizio alla fine, ma questo lo facevo anche a 20 anni a Gardaland e, come a 20 anni, non avevo paura del gioco in se.
Ciò che mi ha atterrito è stato un pensiero che non avrei mai fatto qualche anno fa: "Oddio, ora si sgancia la tazza, oddio... ora precipitiamo, oddio... siamo tutti e quattro insieme, non non posso fare queste ca.....te, aiuto, ma quand'è che finisce?"
Per qualche istante ho avuto davvero paura. Come un animale che fiuta il pericolo e si preoccupa per i suoi cuccioli ero allerta, tesa...  e arrabbiata per essere salita.
Troppo, direte voi.
Lo so, ma essere mamma mi ha rammollito, mi ha reso ansiosa, mi ha reso eccessivamente premurosa.
Non ero così, giuro!
Ma sarà l'essere diventata mamma o sarà che sto invecchiando?
Papi, neanche a dirlo, è un eterno ragazzino e non ha avuto la minima paura e preoccupazione.

giovedì 20 ottobre 2011

Notizie dalla rete



Letto questa mattina su internet:


Campane a lutto per ogni aborto
La protesta di un parroco

"Vanno contro la Chiesa". Così ogni volta che all'ospedale di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, viene praticato un aborto, don Emilio Salatino fa suonare a morto le campane della sua parrocchia. È la protesta personale che da qualche tempo il parroco sta conducendo contro gli arresti di gravidanza che secondo lui vanno contro il dettame della Chiesa Cattolica. A scriverlo è il "Quotidiano della Calabria" nelle pagine regionali.

mercoledì 19 ottobre 2011

Il risveglio ritardato

Questo post lo dedico a Cristiana che mi ha dato l'idea con il suo di questa mattina.

Per me il risveglio è davvero traumatico. Da sempre sono stata un animale notturno, al liceo e all'università il momento migliore per studiare era la notte. Al mattino ci mettevo davvero troppo a carburare. Nata in provincia, per essere a scuola alle 8,30 dovevo prendere il pullman delle 7,00 perchè c'era solo quello (e pensare che stavo a 15 minuti di macchina dalla città) e, di conseguenza, alzarmi intorno alle 6,30. Vi lascio immaginare quanto fossi concentrata poi a lezione.

giovedì 29 settembre 2011

Anche le mamme cedono

Ieri mi sono sentita stanca tutto il giorno. Sognavo il letto già dal primo mattino ed ho continuato a farlo per tutto il giorno.
La mia stanchezza è andata in crescendo.
Il pomeriggio esci dal lavoro, recupera Pilo dalla nonna, corri a prendere Elly a ritmica, passiamo a fare la spesa, mangiamo di corsa che poi arrivano ospiti.
Papà mangia dopo che oggi torna più tardi. Cena veloce anche per lui. Infilo l'ultima posata nella lavastovilgie e drinn...bimbi indovinate chi c'è?

Un bel dopo-cena (almeno così doveva essere) in compagnia con le palpebre che non volevano stare al loro posto. Nonostante i sorrisi e le facce carine non l'ho data a bere a nessuno: "Andiamo che è tardi, i bimbi devono andare a letto e la mamma è stanca" hanno detto proprio così, ero proprio trasparente, tutta la stanchezza che avevo dentro si vedeva anche in faccia.

Ok, nonostante la brutta figura alla fine sono fuori, si può procedere con l'operazione nanna. Grido spazientita e il mal di testa da stanchezza mi accerchia, mi prende per le tempie e si fissa sulla fronte, in alto, all'attaccatura dei capelli.
Pigiami denti doccia, coperta (inizia ad essere più fresco la sera), Pilo se lo prende papà. Io mi strucco mi impomato mi guardo un'ultima volta allo specchio senza riconoscermi e mi infilo a letto.
Lì c'è Elly che mi aspetta (adora venire sul lettone), deve leggermi il suo libricino e lo fa abbastanza bene, io l'ascolto con la fronte sul cuscino e con gli occhi chiusi. Finisce, "ora tocca a te mamma" ed ha già le Fiabe Italiane in mano.
Io non ce la faccio, non ce la posso fare. Le chiedo scusa, ma il rito della favola stasera salta. Lei si arrabbia Ecco, adesso mi ci vogliono tre ore per addormentarmi, non so a cosa pensare
Io: Pensa al racconto di ieri
Lei: Ma se neanche me lo ricordo
Io: Era Cric e Croc, i due ladri, te li ricordi?
Lei: No
Io: Allora cerca di ricordarlo, così mentre pensi a Cric e Croc ti addormenti
Lei non ci sta, è arrabbiata, non ammette che mamma possa essere stanca (non è solo stanca, non ce la fa proprio, ha finito la scorta di energie) e la fa sentire in colpa.
Il tutto finisce presto perchè per quanto protesti Elly si addormenta in due minuti.
Poi crollo anche io.

I segni premonitori c'erano tutti fin da ieri e oggi non poteva che accadare: questa mattina non mi sono svegliata!
Ieri sera forse non ho rimesso la sveglia, o forse l'ho messa, stamattina ha suonato, io l'ho spenta e mi sono riaddormentata, il tutto senza accorgermene.
Qualunque cosa sia successa mi sono svegliata 20 minuti dopo, con la sveglia di mio marito.
Panico: tutta la tabella di marcia mattutina, collaudata e rifinita nel tempo per essere pronti in quattro in soli 45 minuti, è saltata.
Peggio ancora: ieri sera per la stanchezza mi sono dimenticata di preparare il cambio dei bambini (elemento essenziale per non sgarrare negli orari) e ora non so cosa inventarmi.
Ovviamente salto la colazione, che già da due settimane ho ridotto ad un semplice caffè per guadagnare qualche minuto in più sul cuscino e qualche altro per i bimbi, tiro giù dal letto Elly e la piazzo davati al suo latte, pane e nutella, Papi si incarica di prelevare Pilo dal suo letargo e di vestirlo mentre ancora dorme e lo poggia ancora addormentato sul divano.
Io mi lavo la faccia e continuo a non riconoscermi allo specchio, crema idratante per riuscire ad aprire gli occhi, mi vesto con le prime cose che pesco dall'armadio e torno da Elly che è quasi vestita.
La interrompo e le pettino i capelli (non li taglierà per i prossimi 6 anni finchè non li avrà lunghi come Rapunzel), ficco matita e mascara in borsa (ovviamente ho saltato anche la fase trucco) bacio a tutti ed esco di casa.
E pensare che venti minuti prima ero ancora nel mondo dei sogni, non so neanche come ho fatto.

Arrivo al lavoro completamente stordita, le mani mi tremano un po', mi trucco nel bagno e cerco di mettere a fuoco la giornata, gli appuntamenti, le cose da fare e mi dico dai cominciamo, poi stasera riposerò un po' mentendo a me stessa perchè già programmo di caricare la lavatrice, che avevo già preparato per ieri e non ho avuto tempo di fare, e di stirare quattro cose a Papi che non sa più che mettersi per andare al lavoro. Domani è anche in trasferta, ci vorrà almeno un camicia.
Questa mattina uscendo l'ho lasciato con una polo in mano presa dal catino dello stiro "te la stiro al volo?" gli ho chiesto mentendo spudoratamente con un piede già sulla soglia di casa. Mi sono sentita una frana. Ebbene si, ho ceduto, non ce l'ho fatta, non ho tenuto il ritmo. Mi dispiace.
Per l'ennesima volta mi dico che devo organizzarmi meglio.
Meglio non pensare a come mi sento.

Penso, invece, che è ancora giovedì, domani lui è in trasferta e io lavorerò anche di sera, i bimbi resteranno a cena dai nonni fino al suo ritorno.
Ma poi sarà sabato.
Chi mi sveglia prima delle 10 è un uomo morto.


E intanto oggi il mal di testa continua e non accenna a passare...

venerdì 23 settembre 2011

Vita da cuoca


Non ci crederete, quasi impossibile per una che è mamma già da 7 anni:
ieri ho fatto la mia prima crostata!
Non storcete il naso, non ho mai cucinato e per me è un fatto straordinario, visto che ho sposato un cuoco provetto che provvede alle mie cene ormai da 8 anni.

Meglio precisare: qualche volta cucino e so fare i piatti più elementari. A volte(soprattutto quando erano più piccoli) provvedo io alla cena dei bambini perchè papà rincasa troppo tardi per loro.
Quello a cui non mi dedico mai sono le portate più elaborate, perchè l'idea di cucinare mi ha sempre messo il panico addosso.

Ieri è stato diverso.
Avevo già terminato i miei impegni lavorativi, avevo ancora un paio di ore libere insieme ai bambini prima dell'ora di cena e non troppe cose da fare in casa (basta chiudere la porta oltre la quale ti aspettano montagne di panni da stirare e non far troppo caso alla polvere) così abbiamo deciso di metterci ai fornelli.
I bimbi si sono stufati subito e mi hanno abbandonato perchè, mi hanno detto, erano stanchi e dovevano riposare, ma io ormai ero lanciata e non mi sono fermata.
Così dopo aver preparato l'impasto per la Frolla preso dal Cucchiaio d'argento ho deciso di preparare anche la cena: Peperoni ripieni alla scamorza che ho trovato sulla raccolta delle migliori ricette del Mangiarozzo.
Risultato: è stato molto piacevole, quasi rilassante. Ma forse proprio perchè lo faccio una volta ogni tanto e solo quando mi va di farlo. La cosa interessante è che non ero appanicata come le altre volte (come quando ho invitato a pranzo i miei colleghi e nel preparare ho chiamato piangendo disperata mio marito perchè non ricordavo i tempi di cottura e temevo venisse fuori una schifezza), è stata una bella scoperta.

Alla fine la crostata è stata sfornata dopo cena (lo sapevate che la frolla va fatta riposare almeno 1 ora in frigorifero?) per cui devo ancora assaggiarla, i peperoni erano buoni ma la ricetta è da modificare, non ci è piaciuta la pasta di alici da spalmare sul fondo del peperone. Però lui si è mangiato tutto!

I bimbi?
Loro hanno mangiato gli gnocchi al ragù preparati da papà!

Ovviamente non significa che da adesso in poi cucinerò io. Anche se ora è diminuito il mio odio per la cucina, il verbo cucinare non entrerà nel mio vocabolario. In casa chi cucina è e sarà sempre lui. L'avere un cuoco eccezionale in famiglia rende superfluo concentrarsi sui libri di cucina (se non per puro diletto come è successo ieri sera) e tanto meno imparare qualunque ricetta. In caso di necessità e per la sopravvivenza della prole riesco anche a cuocere la pasta, inventarmi un veloce sugo al basilico (che ho piantato nell'aiuola) e spadellare un ovetto al tegamino con una sottiletta sopra come piace ai bambini. La mia specialità sono delle bellissime insalate miste, ricche e colorate. Non chiedetemi, invece, di toccare la carne cruda con le mani altrimenti mi sento male. Se dovesse dipendere da me il pollo da noi entrerebbe solo se prima è passato in rosticceria e si porta dietro un bel contorno di patate.

giovedì 22 settembre 2011

Un figlio è per sempre

Questo post è per rispondere a Elle che ha commentato il post qui sotto sull'essere donna.
Riguardo all'abbandono di casa e famiglia da parte di una donna credo che tutto sia, se non accettabile, quantomeno comprensibile.

Ciò che invece non accetto e non comprendo è l'abbandono dei figli.
Un marito, nel bene e nel male te lo scegli, e se proprio non era quello giusto per te lo saluti e arrivederci.
Ma un figlio no.
Un figlio lo generi, gli dai la vita e lo metti al mondo, in un mondo che non conosce e che non può affrontare da solo.
Un figlio fa parte di te e ne sei responsabile.
Un figlio è per sempre.
Cara Elle, continuerò a rimuginare e risponderò alle altre tue osservazioni.

venerdì 2 settembre 2011

Ieri ho fatto la mamma

Cronaca di una quiete inaspettata

Non ci posso credere! È successo!

Ieri sono uscita dal lavoro, sono andata a prendere i bambini, ci siamo preparati e siamo usciti. Destinazione: centro città.
Dopo una piccola sosta in ufficio di papà abbiamo fatto una passeggiata tra i palazzi storici del centro, ne abbiamo ammirato le grandi finestre e l'architettura
- Mamma io voglio abitare in un grande palazzo come questo!

Abbiamo passeggiato tra i giardinetti e giocato con i piccioni
-Mamma, guarda che bei fiori
-Mamma, corri guarda che pesce grosso che c'è qui
-Mamma, posso spostarmi dall'altra parte per vedere dove va?


Ci siamo addentrati nei vicoli e abbiamo fatto su e giù per le gradinate
-Mamma, posso correre fino la e poi ti aspetto in fondo?
-Mamma vado anche io. Ci vediamo in fondo alle scale
-Mamma guarda quante porticine!

Abbiamo continuato a passeggiare fin verso le sette poi siamo risaliti in macchina.
Sto guidando e non sento un rumore
Sto guidando e ascolto la musica che ho scelto io
Sto guidando e mi sento serena
Oddio non avrò mica dimenticato i figli nel parcheggio?
Macché, sono proprio lì, dietro di me, legati ai loro seggiolini che guardano tranquilli il panorama che scorre veloce dai finestrini.

Inizio a pensare ad un miracolo, ma non è finita qui.
Rientriamo a casa.
- Mamma possiamo guardare un po' di Tv?
- Ok, ma prima andate a lavarvi le mani
Detto fatto.

Dopo un po' rientra anche papà, che viene salutato con un sorriso.
L'ora di cena si avvicina. Su mia richiesta Elly mi aiuta ad apparecchiare senza protestare. Pilo non interviene per dire che lo vuole fare lui, continua a giocare sereno in salotto.
- È pronto, venite
Ci sediamo a tavola e, più o meno in tempi accettabili finiamo la cena.
La Tv è accesa ma nessuno ci fa caso più di tanto.
I bimbi raccontano cosa hanno visto a papà.
Dopo cena sparecchio, carico la lavastoviglie e loro tranquilli sul divano a guardarsi un po' di Tv.
Li porto in bagno per le docce e senza problemi poi si lavano i denti e mettono il pigiama.
Torno in cucina per finire le faccende e loro, che non vogliono stare soli in camera, mi chiedono se possono farmi compagnia.
Come dirgli di no dopo una giornata così.
Si arrampicano sugli sgabelli e con un occhio a me e uno al film aspettano che io finisca.
Andiamo in camera, ognuno sul suo lettino e...
... si addormentano insieme alle avventure di Cipollino (da Le storie della fantasia, Gianni Rodari - ve lo consiglio!!).

Sono poco più delle undici, silenzio, pace. Questa non è casa mia.
Cerco con la memoria ma non riesco a ricordare quando ci sia stata una serata uguale a questa.
E allora, siccome non sono impazzita ma è successo davvero, grido al miracolo.
Due bimbi così li invidierebbe chiunque, e ieri la fortuna è toccata a me. È in queste occasioni che sei felice di essere mamma, che tutto sembra possibile e un sorriso di soddisfazione si fa strada sul tuo viso.
Eppure non mi sembra di aver fatto nulla di straordinario. Ma forse per loro lo era. Mi sono solo detta Oggi non mi va, lavatrici e pulizia aspetteranno, oggi voglio fare qualcosa di diverso. Oggi si va a spasso.
E a loro è piaciuto, ma forse sarebbe stato lo stesso se avessimo giocato al parco o dipinto a casa. Forse solo il fatto di essere lì, ed essere lì solo per loro ha fatto il miracolo.
Si è vero, ieri avevo anche più tempo perché sono uscita prima dal lavoro. È difficile, perché ogni giorno sono mille le cose da fare ma ci voglio riprovare. Due bambini sereni valgono bene un bucato non fatto.
Pilo, Elly vi adoro!
Magari non tutti i giorni, ma regalatemi di nuovo una giornata come questa.

P.S. Non sono Wonderwoman, sono andata a letto sfinita, con le che gambe mi tremavano dalla fatica... No, a pensarci bene non sono Wonderwoman, sono molto di più, sono una mamma

venerdì 26 agosto 2011

I miei bimbi d’estate



Due cuccioli che insieme si trasformano in furie scatenate


Nella mia casa vivono due piccoli esseri, due teneri cucciolotti di 4 e 7 anni che d’estate, complice forse il sole sempre più malato, il buco dell’ozono di cui non parla più nessuno, la temperatura che fa quello che gli pare senza dar più retta alle previsioni dei nostri esperti meteorologi, o il semplice stare insieme più del solito, subiscono delle strane mutazioni.
D’inverno ognuno ha la propria routine, dettata da attività ed orari differenti (con un’organizzazione da parte di mamma e papà su chi porta, prende riprende e riporta che ha del funambolico) e si ritrovano insieme solo dal tardo pomeriggio/sera. Una volta a casa si ignorano, si sopportano, o giocano insieme a seconda di come gli gira fino alla fatidica ora della nanna (che a casa mia, non so perché, non arriva mai).
In questo modo passano le giornate, scorrono le settimane, e nel girare le pagine del loro calendario posso anche appuntare stupita un gesto affettuoso che si sono scambiati o un saluto più caloroso del solito dopo una giornata passata fuori dalla vista l’uno dell’altra.
Va detto, per inciso, che presi separatamente sono assolutamente adorabili, i figli che tutti sognano e vorrebbero avere.

D’estate non è così.
D’estate si trasformano.
D’estate potrei spedirli in Kenya come animali selvatici da ammirare durante un safari.

D’estate gli orari in casa non cambiano perché mamma e papà ancora lavorano (io ho solo due settimane di ferie, lui tre); ci si alza presto dopo aver dormito poco e i pargoli vengono spediti dalla nonna che per doppia fortuna abita vicino, fa la maestra e sta a casa tutta l’estate.
Fortuna per noi ma non per loro, che si trovano a condividere per 3 mesi le loro giornate, a stare insieme 24 ore su 24.
La situazione quotidiana è sempre più o meno questa:
Il piccolo adora la sorella maggiore e vorrebbe essere la sua ombra, fare e copiare tutto ciò che fa lei ma tanto trasporto non viene né condiviso né ricambiato dalla principessa che per l’occasione si trasforma in una delle sorellastre cattive di Cenerentola.
Allora anche lui si adegua e la colma di dispetti che fa passare per piccole disattenzione per poi scusarsi con un Non l’ho fatto apposta.
Lei si altera e passa alle mani.
Lui fa finta di piangere fino a quando lei non viene sgridata o messa in punizione.
Lei si sfoga dicendo che la sua vita era serena e felice fino a quando non è nato lui. Che ora tutto è un disastro e che lei sarà triste per sempre.
La seconda versione, dall’identico risultato, è che lui gioca tranquillo da solo e lei si intromette per spiegargli come deve fare quel gioco, far valere le sue regole, dargli semplicemente fastidio.
Ci sono casi in cui lei è carina con lui, lo coccola e con due moine riesce a fargli combinare, perché la sua intenzione è proprio quella, qualche piccolo disastro, fargli compiere quella cosa che lei non ha il coraggio di fare perché sa che è vietata. Così lui si prende la sgridata e lei si sente soddisfatta.

Tutto ciò accade a intervalli regolari per tutta la giornata fino a quando non vado a prenderli dai nonni, mi inteneriscono il cuore con una corsa folle tra le mie braccia urlando Mamma!, li carico in macchina e… tutto ricomincia: litigano sulla canzone da sentire durante il tragitto, una volta in casa scatta la corsa al posto sul divano e al telecomando (lei non ha ancora imparato che tanto lui dopo due minuti esatti si stufa dia qualunque cosa venga trasmessa e si mette a costruire aerei di carta o a colorare), poco più tardi litigano per chi mi deve aiutare ad apparecchiare la tavola, a cena bisticciano anche se uno finisce prima dell’altra di mangiare.
Questa è la loro estate casalinga.
In vacanza la cosa migliora un po’ma si tratta di una piccola parentesi.

Nonostante questo continuo a pensare che si vogliono bene e a sperimentare modalità e attività per farli divertire insieme. Alcune le ho anche trovate!
Il momento più bello?
Quando spossati e sudati (le docce serali non servono a niente, tanto 5 minuti dopo sono più sudati di prima) crollano addormentati nei loro lettini e io li osservo, le ciglia unite, le bocche appena aperte, le manine abbandonate ai piccoli spasmi dei sogni, quei corpicini così piccoli da riempire di carezze e baci. Poso piano un bacio sulle loro fronti e spengo la luce.












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